Quaderno di Viaggio

Più che una lotta è un vero e proprio rito tribale.

Per le vie di un piccolo paesello di nome ToubaKouta che si trova lungo la costa Senegalese, gli abitanti si animano nell’attendere un incontro di Laamb (la lotta senegalese).

La preparazione alla lotta è una vera e propria cerimonia rituale dove musica, danza e lotta si incontrano per generare un ambiente mistico. I combattenti riscaldano il proprio corpo attraverso una danza piena di gesti rivolti al cielo e alla terra, e con delle gesta scaramantiche benedicono il loro prossimo incontro.

Non importa chi sia il loro avversario, né le sue doti fisiche, la vittoria o la sconfitta dipendono solo dalla connessione che raggiungono con la terra attraverso un vero e proprio rito.

Valgono calci, pugni, spintoni, strette e tutto ciò che serve a buttare giù il proprio avversario. I lottatori, stanno ben attenti a non ferire il proprio avversario, che più che un avversario sembrerebbe un compagno con cui ascoltare la propria forza e svolgere insieme la parte finale di un percorso rituale.

Ogni lottatore si allena dalle 4 alle 6 volte settimanali in luoghi naturali durante le ore del tramonto. Gli esercizi vengono fatti a corpo libero per una durata che varia dalle 2 alle 5 ore. Ci si allena in gruppo e non esiste il leader. Ognuno è allenatore di sé stesso e consigliere del proprio compagno.

Il Senegal, anche attraverso la lotta, trasmette il valore di ogni gesto…

Le donne del Senegal si mantengono sane con i colori e la danza.

Per comprendere l’importanza dei colori che indossiamo sulla nostra pelle e quali effetti ne derivano sulla struttura psicofisica, bisognerebbe avere un’infarinatura generale dei cambi vibrazionali che avvengono quando i fotoni, particelle della luce, colpiscono i colori.
Le donne in Senegal, se pur inconsciamente, pare che ne sappiano qualcosa.
Qui non importa se vivi in una capanna o in una casa, sulla costa o nell’entroterra, se sei musulmana, cristiana o animista. Ciò che importa, è la dignità. Una dignità che viene espressa in tutto il suo splendore attraverso i colori e la danza. Due componenti fondamentali della donna nella società senegalese, che generano una vera e propria purificazione fisica e spirituale.
Video di Edgar Cueto​ e Luca Basto​

Cous Cous

Ecco alcuni degli scatti durante le riprese della preparazione del Cous Cous di Miglio durata dall’alba al tramonto. Un vero e proprio rituale che le donne del Senegal svolgono con molta pazienza. Ogni passaggio prende il suo tempo e gli ingredienti vengono lavorati a mani nude e con grandi mestoli di legno.

Un anziano curatandero, mentre descriveva i diversi metodi di purificazione alimentare, ha detto che il Cous Cous di Miglio, se mangiato con moderazione, è uno degli alimenti più nutritivi e facilmente digeribili che si possano trovare in Senegal.

La Vegetazione

Nel Subsahara del Senegal la vegetazione, nonostante viva in un ambiente arido, offre tantissimi rimedi naturali. L’essere umano qui è riuscito a far emergere da queste piante ogni ricchezza alimentare, terapeutica e spirituale.

Dakar

La ricerca documentaristica è iniziata…a Dakar, capitale del Senegal. I colori la contraddistinguono. Tra le strade invase dalla sabbia del Sahara, che circonda questa città, ogni gesto, ogni sguardo, ogni scambio prende il suo tempo. Le case grandi o piccole che siano, ospitano interi nuclei famigliari. Qui, la parola solitudine perde ogni valore etico, morale e spirituale. Si vive tutti insieme. I bambini giocano scalzi, si rincorrono, suonano, ballano e affrontano con purezza qualunque cosa gli si presenti. Nei loro occhi si può leggere l’essenza dello spirito umano, la libertà della fantasia e la lucentezza della voglia di vivere. Gli adulti sorvegliano queste piccole e sagge creature.

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